Domiotel’s Weblog

Agosto 24, 2008

Ho fatto il mio dovere – Interni

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , — domiotel @ 8:00 pm

«Incredibile, si è spezzato un treno Etr 500 a Milano Centrale, per fortuna era vuoto. Soppresso l´Eurostar T-biz». Con queste poche parole di un caro collega di Milano venni a sapere del fatto da cui è nata la denuncia per cui sono stato licenziato. In un primo momento la notizia mi era sembrata inverosimile, richiamo Milano per fare alcune verifiche e prendo atto che effettivamente si era spezzato un «mietitrebbia» come alcuni di noi chiamano l´Etr 500 per il suo rumore infernale, a bordo e a terra.Eravamo abituati agli spezzamenti di treni ‘normali’ durante la marcia, soprattutto merci e più raramente viaggiatori, dove, in presenza di agganci ‘lenti’, il gioco tra i veicoli accentua le sollecitazioni ‘a strappo’ sui tenditori. Un fatto inatteso e inspiegato per treni Etr di ultima generazione, a comando e controllo elettronico e con un sistema frenante molto più sofisticato. Come Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) non abbiamo potuto che preoccuparci perché nessuno può ragionevolmente escludere che la stessa cosa accaduta in manovra potesse accadere anche in corsa.Negli ultimi mesi, come delegati alla sicurezza avevamo messo in evidenza e segnalato all´azienda, a tutti i livelli, dall´amministratore delegato ai dirigenti territoriali, problemi riguardanti gli Etr e relativi a manutenzione, controlli sulla manutenzione e usura che avevano generato incidenti, mancati incidenti o comunque situazioni di rischio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78181

Dignità a Domenico Riso – Con i nostri occhi

Archiviato in: Uncategorized — domiotel @ 11:02 am

dignita,domenico,riso,free function widenDomain (domain) { if (domain == null || domain == ”){ return domain; } // Determine if the domain can be widen. // Local domain and IP address cannot be widen. var wdomain = domain; var word_list = wdomain.split(‘.’); var l = word_list.length; if (l > 2 && isNaN(word_list[l - 1]) && isNaN(word_list[l - 2])){ wdomain = word_list[l - 2] + ‘.’ + word_list[l - 1]; } return wdomain; } var resizeMsgIFrameParent = parent.resizeMsgIFrame; var popWin = parent.popWin;//for the mailotofiltering purpose. document.domain = widenDomain (document.domain); Restituiamo dignità a Domenico Riso Il dolore per la scomparsa di un giovane uomo in modo cosi assurdo richiede sempre il massimo rispetto e la capacità di fare un passo indietro, di coltivare il silenzio come atteggiamento adeguato e rispettoso. Ci abbiamo provato per due giorni e abbiamo mantenuto, nonostante la drammaticità dell’accaduto, l’adeguata distanza di chi non è in prima persona coinvolto. Ma i servizi tv e la rassegna stampa di ieri e di oggi ci hanno ancora una volta indignato. La vita di Domenico Riso è stata avvolta da una cortina fumogena tragicamente ridicola, e ci siamo chieste e chiesti, quando in questo paese si avrà il coraggio di chiamare le cose con il proprio nome? Quando un gay siciliano che è emigrato, si è costruito una vita nuova, una propria famiglia, potrà ottenere il rispetto dovuto almeno dopo morto? E’ possibile che la sua famiglia completamente distrutta in un tragico incidente non sia uccisa una seconda volta dall’ipocrisia, dall’omissione, dal perbenismo? E’ dovere per chi dovrebbe informare correttamente, dare conto di una storia che purtroppo è stata bruscamente interrotta, e che propone una riflessione ampia sulla condizione di milioni di gay e lesbiche in questo paese.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78297 newscon,nostri,occhi

Milan Kundera, quella macchia sulla bellezza della storia – Una primavera a Praga

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , , , , , , , , — domiotel @ 10:59 am

«Gli avvenimenti storici, nella maggioranza dei casi, si assomigliano l’un l’altro senza alcuna originalità, ma a me sembra che in Boemia la storia abbia messo in scena una situazione mai sperimentata. Lì è insorto, secondo la vecchia ricetta, un gruppo di persone (una classe, un popolo) contro un altro, lì le persone (una generazione di persone) si sono rivoltate contro la loro stessa giovinezza. Hanno tentato di recuperare e domare la loro stessa azione, e per poco non ci sono riuscite. Negli anni Sessanta sono diventati sempre più influenti e all’inizio del 1968 la loro influenza era quasi incontrastata. Quest’ultimo periodo viene generalmente chiamato primavera di Praga: i guardiani dell’idillio dovettero smontare i microfoni delle abitazioni private, le frontiere furono aperte e le note fuggivano dalla grande partitura di Bach per suonare ognuna per conto suo. Che festa fu, che carnevale! La Russia, che va scrivendo una grande fuga per tutto il globo terrestre, non poteva tollerare che le note si disperdessero. Il 21 agosto 1968 mandò in Boemia un esercito di mezzo milione di uomini. Poco dopo lasciarono il paese quasi 120.000 cechi, e di quelli che restarono almeno 500.000 dovettero lasciare l’impiego per andare in officine sperdute nelle campagne, alle catene di montaggio di fabbriche di paese, al volante di camion, cioè in luoghi dove nessuno potesse più sentire la loro voce. E perché neanche l’ombra di un brutto ricordo disturbasse il paese nel suo rinnovato idillio, bisognava anche annullare definitivamente la primavera di Praga e l’arrivo dei carri armati sovietici, questa macchia sulla bellezza della storia.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78219

Luglio 12, 2008

Borse mondiali in balìa dei mutui Usa

Archiviato in: Uncategorized — domiotel @ 12:30 pm

da MilanoFederal national mortgage association e Federal home loan mortgage corporation. Nomi troppo complicati per gli stessi americani. Così si sono inventati due acronimi, un po’ fantasiosi ma efficaci e anche rassicuranti: Fannie Mae e Freddie Mac. Salvo che i due colossi dei mutui americani di rassicurante ultimamente hanno ben poco. I due hanno complessivamente erogato o garantito mutui per circa 5mila miliardi di dollari, una cifra che corrisponde a oltre la metà dell’intero debito pubblico americano, pari a 9.500 miliardi di dollari. Da giorni circolano voci di serie difficoltà nei loro bilanci. Ieri, Freddie Mac e Fanny Mae sono stati la principale causa del crollo delle Borse mondiali. I due titoli finanziari hanno perso a Wall Street oltre il 20%, portando la perdita da inizio anno a oltre il 60%. L’indice Dow Jones è sprofondato del 2% sotto gli 11mila punti, quota mai vista dal luglio 2006, per poi recuperare dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente della Fed, Ben Bernanke, avrebbe affermato che sia Freddie Mac sia Fannie Mae hanno i requisiti per accedere alla finestra del tasso di sconto. I rumors hanno fatto volare Freddie Mac, arrivata in pochi minuti a guadagnare il 4,2%. Chiusura finale con il Dow Jones in calo dell’1,105 ma ritornato sopra quota 11mila punti, a 11.105,18. Il timore è che il fallimento di una, o delle due istituzioni, provochi il collasso del sistema finanziario Usa e, di conseguenza, dell’economia, che già di per sé non attraversa un buon periodo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=275480

Luglio 8, 2008

Hello world!

Archiviato in: Uncategorized — domiotel @ 11:46 pm

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