Domiotel’s Weblog

Ottobre 10, 2008

Senegalese, indagini sugli abusi “Ma basta parlare di razzismo”

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Ammanettato davanti alla scuola di via Mantegna e agli occhi del figlio di 6 anni. La (ancora) contorta vicenda del senegalese di 43 anni, Diop Moussa, che due giorni fa ha avuto un diverbio con i vigili per un’infrazione stradale, finita con l’uomo buttato a terra e portato in manette al comando di polizia municipale di via Monviso e la protesta dei genitori che parlano di scene da far west, fa ancora discutere. Il Comune ha aperto un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità e abusi da parte dei ghisa. Ieri il sindaco Letizia Moratti ha invitato però ad abbassare i toni: «Le parole hanno un peso, cerchiamo di stare attenti. Quando si continua a parlare di razzismo poi con l’esasperazione dei toni si rischia di creare davvero un clima di tensione, diffidenza, paura e scatenare a volte anche le reazioni. È importante che le istituzioni, i media, tutti aiutino a non alimentarle». Se ci sono episodi di presunta discriminazione «o comunque di criminalità vanno censurati, valutati, approfonditi». E su questo episodio «che è spiacevole», il sindaco conferma, «stiamo facendo tutte le verifiche che è giusto fare». Ma «basta continuare a parlare di razzismo».
Avvertimento rivolto anche alla Cgil di Milano, che proprio ieri ha espresso «forte preoccupazione per il clima di intolleranza che, con frequenze sempre più ravvicinate, produce atti di violenza dal sapore razzista».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297020

Ottobre 3, 2008

Il “benvenuto” ai turisti: a Malpensa 20 dollari valgono solo 5 euro

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Se in cambio di cento dollari vi restituiscono 47 euro e 70 cent, che pensate? A un errore. Già, uno sbaglio perché, calcolatrice alla mano, cento dollari equivalgono a 72 euro e rotti. Certo, l’agenzia di cambio valute applica giustamente una commissione per il servizio e, quindi, bisognerebbe togliere qualche altro euro. Ma tra 72 e 47,70 c’è una differenza pari a 24 euro virgola 30. E, allora, non resta che chiedere spiegazione.
Ma, sorpresa, non si commettono errori all’agenzia di cambio valute della Maccorp Italiana Spa che si trova al Terminal 1 dello scalo di Malpensa. «Legga bene, please: il servizio applicato è del 17,90 per cento che va sommato a quello fisso di 4,90 euro.Dunque, cento dollari equivalgono a euro 47,70».

Tutto regolare, i conti tornano secondo la Maccorp Italiana: «Arrivederci e grazie».
Stupefacente, avete letto bene: per cambiare 100 dollari applicano il 17,90 per cento di spese di servizio. Che, giusto per dare un valore assoluto, significa in vecchio conio qualcosa come trentacinquemila lire. Niente male, davvero: per un’operazione di cambio valuta della durata di due-minuti-due si incassano trentacinquemila vecchie lire. Tasse di servizio davvero di troppo e che, senza forse, non sono il miglior benvenuto per i turisti che sbarcano a Malpensa: ventitré milioni e più di passeggeri che, purtroppo per loro, ad ogni cambio di valuta si trovano spennati.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295362

Settembre 16, 2008

La staffetta 12 per un’ora vinta dall’Atletica Colleferro

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Per la prima volta l’Atletica Colleferro ha iscritto il proprio nome nell’albo d’oro del Memorial Rizzi, svoltosi sabato scorso allo stadio delle Terme di caracalla. La manifestazione, giunta alla sua tredicesima edizione, vuole ricordare Alberto Rizzi, podista scomparso nel 1995. Una giornata indimenticabile per i 950 sportivi divisi in 79 squadre che si sono sfidati in una particolarissima staffetta, la 12 per un’ora. I risultati al termine di una giornata che ha visto anche tante iniziative collaterale, non ultime quelle gastronomiche, hanno assegnato la vittoria, tra i maschi, alla squadra dell’Atletica Colleferro che, alla sua prima partecipazione al Memorial, ha «collezionato» un totale di 192 chilometri e 739 metri chiudendo davanti alla Running Club Futura con 185,796 e alla Cat Sport con 181,228. Tra gli atleti singoli la palma del migliore all’azzurro Giorgio Calcaterra con 43 giri percorsi (pari a 17.200 metri). Tra le donne vittoria alla Scalo 2000 (144 chilometri e 383 metri) davanti alla Peter Pan (142,987 km) e alla Cat Sport (141,515).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=290972

Agosto 24, 2008

Una storia aperta, da leggere e rileggere – Una primavera a Praga

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«Bisogna capire che si è trattato del tentativo di coniugare le regole economiche del socialismo con quelle proprie della democrazia. È stata una battaglia fondamentale. Un tentativo che pure se fallito ha cambiato il corso della Storia». Più che un buon motivo per ricordare e ripensare quanto accaduto a Praga nel 1968, secondo Adriano Guerra, giornalista e storico del comunismo. Perché il presente e il futuro della sinistra non hanno senso se l’idea è quella di «ripartire da zero», ignorando completamente il passato.Adriano Guerra, lei ha vissuto quella stagione: la Primavera di Praga, l’invasione sovietica, le reazioni nel mondo e nel Partito Comunista italiano. Cosa ricordare e perché?«Oggi è di moda pensare che il futuro abbia un presente ma non un passato. Si dice ripartiamo da zero per risolvere i problemi e dare al Paese una nuova forza di sinistra. Ma io credo che il futuro sia sempre continuazione del passato. Anche quando ne è la negazione. Per questo si deve ricordare quella stagione. Serve una visione unitaria: nel ’68 ci sono stati i movimenti di liberazione ed emancipazione, le occupazione delle università, ma anche il tentativo di liberare il socialismo sovietico dallo stalinismo. Un tentativo importante benché fallito. E questa è una storia aperta, da leggere e rileggere». Ma quali sarebbero gli aspetti ancora controversi?«Quello che pesa ancora è la sconfitta inferta dalla Storia e il fatto, ad esempio, che i dissidenti in Cecoslovacchia hanno dovuto difendersi dall’accusa di essere stati comunisti e di aver avviato un processo all’interno di un partito comunista.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78203

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