Ammanettato davanti alla scuola di via Mantegna e agli occhi del figlio di 6 anni. La (ancora) contorta vicenda del senegalese di 43 anni, Diop Moussa, che due giorni fa ha avuto un diverbio con i vigili per un’infrazione stradale, finita con l’uomo buttato a terra e portato in manette al comando di polizia municipale di via Monviso e la protesta dei genitori che parlano di scene da far west, fa ancora discutere. Il Comune ha aperto un’indagine interna per verificare eventuali responsabilità e abusi da parte dei ghisa. Ieri il sindaco Letizia Moratti ha invitato però ad abbassare i toni: «Le parole hanno un peso, cerchiamo di stare attenti. Quando si continua a parlare di razzismo poi con l’esasperazione dei toni si rischia di creare davvero un clima di tensione, diffidenza, paura e scatenare a volte anche le reazioni. È importante che le istituzioni, i media, tutti aiutino a non alimentarle». Se ci sono episodi di presunta discriminazione «o comunque di criminalità vanno censurati, valutati, approfonditi». E su questo episodio «che è spiacevole», il sindaco conferma, «stiamo facendo tutte le verifiche che è giusto fare». Ma «basta continuare a parlare di razzismo».
Avvertimento rivolto anche alla Cgil di Milano, che proprio ieri ha espresso «forte preoccupazione per il clima di intolleranza che, con frequenze sempre più ravvicinate, produce atti di violenza dal sapore razzista».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=297020